L’IA è più di una semplice moda
L’IA è stata la parola d’ordine del momento. Il numero di organizzazioni e professionisti che aspirano a essere AI-Native, AI-Savvy o AI-qualunque-parola-alla-moda sta raggiungendo nuovi livelli. La piccola nazione di Angulla, il cui dominio nazionale è .ai, sta aumentando le proprie entrate, mentre molte aziende si affrettano ad acquistare domini .ai.
Eppure, professionisti e organizzazioni con esperienza hanno visto queste mode andare e venire. Non fraintendetemi: sì, l’IA è uno strumento fantastico, che può generare un grande vantaggio competitivo se applicata correttamente, nel contesto giusto e a sostegno degli obiettivi aziendali.
C’è vita oltre l’IA
Tuttavia, non dovremmo credere che l’IA sia una soluzione valida per tutti.
In primo luogo, perché IA è un termine ombrello che comprende diverse tecniche. In secondo luogo, perché non tutti i problemi possono o dovrebbero essere risolti usando l’IA. C’è il caso di un manager che chiese al tirocinante IT di sviluppare una soluzione di IA per rilevare e sostituire tutti i nomi di dominio in un flusso di dati. Con sua sorpresa, dopo due ore il tirocinante tornò da lui dicendo: «È fatto». Il manager chiese: «Cosa intendi con “è fatto”?», perché si aspettava che fosse un’attività lunga. Il tirocinante gli mostrò semplicemente la soluzione, basata sulle espressioni regolari. Il manager rimase sorpreso dalla semplicità e dall’eleganza della soluzione. Per il tirocinante IT, era un caso in cui usare l’IA sarebbe stato semplicemente eccessivo, mentre si poteva ricorrere a un’alternativa più semplice, ma molto efficace.
Questa storia mette in evidenza tre fatti importanti:
- Scegliere un approccio predefinito senza considerare una gamma più ampia di soluzioni non è saggio
- L’IA potrebbe non essere il mezzo più economico o efficace per raggiungere un obiettivo specifico
- Per selezionare l’approccio migliore e distinguere tra la moda del momento e la soluzione migliore servono competenze, conoscenze ed esperienza adeguate
- La differenza tra una scelta ponderata e una dettata dalla moda può essere misurata in termini di tempo e denaro
L’IA è soltanto uno strumento (molto prezioso) tra tante altre valide soluzioni. In definitiva, è il problema aziendale a dover guidare la scelta dello strumento giusto.
L’IA non è una novità
Molte tecniche di IA che utilizziamo oggi erano già state sviluppate all’inizio degli anni Sessanta. È noto anche il caso del progetto giapponese denominato «Fifth Generation Computer Systems» [1], ispirato dal fatto che (all’epoca) «I computer attuali sono estremamente limitati nelle funzioni di base per l’elaborazione di voce, testo, grafica, disegni, immagini e altri dati non numerici, nonché per elaborazioni di tipo Intelligenza Artificiale, come l’inferenza, l’associazione e l’apprendimento». In definitiva, il progetto non ebbe particolare successo, perché la potenza di calcolo disponibile all’epoca era limitata e il programma non fece ampio ricorso a concetti fondamentali come le reti neurali, che sono alla base degli LLM odierni come ChatGPT, Copilot, ecc.
Infatti, durante il mio MSc in Ingegneria Informatica, negli anni Duemila, studiavamo queste tecniche di IA (ad es. reti neurali, modelli di classificazione, ecc.) insieme a un’ampia gamma di altri approcci altrettanto rilevanti, come le metaeuristiche, la teoria degli automi (alla base delle espressioni regolari usate dal tirocinante IT menzionato sopra), gli alberi decisionali, ecc. Già allora mi era chiaro che non esisteva un approccio migliore: ciascuno aveva il proprio ambito di applicazione ottimale. Questa convinzione si è rafforzata nel corso della mia carriera, sia durante la ricerca per il dottorato sia nel lavoro di consulenza, dove ho avuto l’opportunità di applicare molti di questi approcci e di capire in quali contesti fosse opportuno utilizzarli.
La diffusione degli LLM come ChatGPT e la loro apparente capacità di «ragionare» hanno indotto molte persone a credere che l’IA fosse un’invenzione completamente nuova e la risposta a ogni problema. In realtà, l’IA è passata dai laboratori di ricerca alla vita di tutti grazie agli LLM: è diventata di uso comune. Siamo passati dal mantra (ormai antico) «Lo sa Google» a «Lo sa l’IA». Ma un’analisi pragmatica del problema è sempre preferibile al seguire un mantra.
Come possiamo aiutarvi
Noi di Mourinho Solutions non seguiamo alcun mantra. Abbiamo le competenze e l’esperienza necessarie per aiutarvi a scegliere l’approccio giusto e gli strumenti più efficaci, affinché la vostra azienda possa prosperare. Analizziamo le vostre esigenze aziendali per individuare dove l’IA (o altri approcci) può generare il maggiore impatto e offrirvi un vantaggio competitivo.
Il vostro successo è anche il nostro. Non esitate a contattarci per scoprire cosa possiamo fare per voi!
Riferimenti
[1] - Feigenbaum, E., Shrobe, H.: The Japanese National Fifth Generation Project: Introduction, survey, and Evaluation. Future Generation Computer Systems. 9, 105–117 (1993). Disponibile qui.